Sono arrivato in anticipo e sono già salito sul treno, così ho tempo di mettermi comodo e di bermi il mio caffé. Guardo fuori dal finestrino e al binario c’è un ragazzo che assomiglia all’unico ragazzo con cui ho avuto una storia strutturata, cammina spaesato e ci guardiamo. Carino.
Alla fine mi accorgo che sale nel mio vagone e si siede, in questo treno incredibilmente vuoto, a due scompartimenti di distanza. Sono già arrapato, ci scambiamo molti sguardi, in piedi nel corridoio. Poi ci lanciamo occhiate, riflessi nei vetri. Dopo un po’ vado a salutarlo. E’ in viaggio qui, lui nasce e vive in una isola dell’america del Sud, ci baciamo, finiamo in bagno a fare un po’ di cose, rischiamo di essere scoperti dal controllore, lui vuole mettermelo dentro ma che la mia prima volta sia con uno sconosciuto su un treno e – soprattutto – senza precauzioni non mi pare una idea da prendere in considerazione, però mi lecca il culo e lo fa assai bene, inondiamo il pavimento del bagno e poi lui pulisce.
Scende prima della frontiera, non ci siamo ancora rivisti.
(era già stato qui)
Aggiornamento: Come mai sui treni c’è questa vibrante ansia omoerotica? Dopo quella volta ce n’è stata un’altra, molto più brutale, con uno molto più grande e che non mi piaceva per niente. Eppure non ci posso fare niente, ci sono le volte in cui non solo ti tira, ma ti tira anche la situazione e allora succhio io, succhia lui, me lo mena, mi mette un dito in culo e lì vengo davvero bene. Ma a parte queste rare volte, quante volte si incrociano sguardi che potrebbero diventare…
Anche la settimana scorsa, in stazione Centrale…
Diamo un nome alle cose « anti River Dice:
on 23 Ottobre, 2008 at 12:45 am
[...] soliti parlare di tali rapporti e sono due le esperienze che ricorrono con maggior frequenza: 1. Scopano gente che manco tanto apprezzano fisicamente attribuendo la loro spinta sessuale all’istinto. [...]